05/05/2008
Intervista a Fabio Bertolotti su Quotidiano.net
Quotidiano.net ha pubblicato oggi una interessante intervista a Fabio Bertolotti, Direttore Area Economia Industriale Federazione Gomma Plastica.
I temi trattati vanno dal problema del sottogonfiaggio passando dalla sicurezza, dal dimensionamento nelle auto moderne, al run flat, alla garanzia degli pneumatici.
Vi rimando all'articolo originale per la lettura dell'articolo cliccando il seguente link.
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29/04/2008
La storia del pneumatico - Seconda parte
In pochissimo tempo nel 1890 la Dunlop Pneumatic Tyre Company fondata da Dunlop insieme a William Harvey Du Cros, potè contare su altre invenzioni che modificavano il cerchione e introducevano due cavi di acciaio che correvano lungo la circonferenza della copertura per evitarne le fuoriuscite. Nonostante tutto John Boyd Dunlop conobbe un lento e inesorabile declino all'interno della sua stessa azienda e nel 1895 cedette il controllo al suo socio W. H. Du Cros che però mantenne il nome dell'inventore nella società anche in seguito.
Alla fine del secolo incominciarono a circolare le prime autovetture e il problema delle forature e delle riparazioni divenne ancora più importante anche per il peso decisamente superiore a quello di una bicicletta; inoltre i pneumatici erano di fatto ancora formati da un blocco unico formato da camera d'aria e copertura che rendeva l'opearazione di smontaggio e montaggio estremamente complicata. Questi problemi fecero sì che passarono diversi anni perchè il pneumatico fosse un prodotto sufficientemente maturo da poter sostituire la gomma piena. Sono anche gli anni in cui nascono le principali case costruttrici che ancora oggi ci accompagnano: Pirelli (1872), Continental (1871), Firestone (1900).
Intanto in Francia nel 1891 la Michelin, società produttrice di freni fondata dai due fratelli Édouard e André Michelin due anni prima, produceva il suo primo pneumatico per bicicletta; lo stesso anno un ciclista che montava questa soluzione vinse la Parigi-Brest dopo quell'evento gli affari dei due fratelli andarono a gonfie vele fino a raggiungere in meno di due anni i 10.000 pneumatici venduti. Nel 1895 avviene la prima gara (Parigi-Bordeaux-Parigi) a cui partecipa una automobile equipaggiata da pneumatici della casa francese, il risultato sarà deludente (pare che si sia fermata ben 24 volte per forature) ma segnò l'inizio di una nuova era, la battaglia pneumatico contro gomma piena era iniziata.
Nel 1898 nasce la mascotte che tutti conosciamo: il bibendum che prende il nome dalla frase latina presa da Orazio "nunc est bibendum" [ora si deve bere] nel senso che i pneumatici Michelin si bevono gli ostacoli, e che prende la forma da una pila di pneumatici che all'epoca erano di colore chiaro.
Anche il 1912 segna una svolta con l'introduzione in America del nerofumo che riesce a far aumentare la resistenza del battistrada all'usura, come "effetto collaterale" si ottiene il classico colore nero che ci ha accompagnato fino ad oggi.
L'anno successivo in Gran Bretagna venne impiegata per la prima volta la costruzione radiale della carcassa, ma gli elevati costi derivanti dall'uso dei fili in fibre naturali non ne favorirono lo sviluppo fino al 1946 quando i fratelli Michelin la ripresero adottando le fibre sintetiche da poco inventate dalla società americana DuPont.
Continua... (nei prossimi giorni)
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23/04/2008
La storia del pneumatico - Prima parte
La storia è piena di persone che hanno inventato cose troppo in anticipo per la loro applicazione pratica.
Così quando lo Scozzese Robert William Thomson [1822-1873] brevettò a Londra il 10 giugno 1846 il primo pneumatico col nome di "ruota aerea" che consisteva in un rivestimento di cuoio con all'interno una camera d'aria in gomma con tanto di valvola, non ebbe alcun riscontro. Il problema fu che non esistevano ancora le automobili e le biciclette erano ancora dei goffi prototipi più che altro destinati a divertimento da cortile piuttosto che veri mezzi di trasporto. Nessuno capì il reale potenziale di quella favolosa invenzione, che rimase rimase a ingiallire nell'archivio dell'ufficio brevetti londinese, e l'unico possessore di una carrozza che usasse questa novità era proprio lo stesso Thomson.
Ma erano i primi esperimenti di qualcuno per trovare un'applicazione pratica a quella "strana" sostanza che arrivava dal Nuovo Mondo che in caraibico si chiamava "kahuchu" che divenne poi caucciù in italiano; importata per la prima volta in Europa nel 1736 rimase sostenzialmente priva di applicazioni pratiche (a parte la gomma da cancellare) per oltre un secolo in quanto tendeva a sciogliersi alle alte temperature e indurirsi col freddo. Questo fino al 1839 quando un americano di nome Charles Goodyear [1800 - 1860] provò con successo a mescolare lo zolfo alla gomma riuscendo a farne aumentare la resistenza alle variazioni di temperatura, cinque anni più tardi Goodyear brevettò il suo procedimento che prese il nome di vulcanizzazione. Nel 1889 lo statunitense Frank Seiberling diede il nome dell'inventore alla sua società: la Goodyear Tire and Rubber Company per rendergli il giusto onore in quanto morì povero perchè il suo brevetto fu copiato da tutti senza che egli riuscisse a far valere i propri diritti.
In Francia nel 1868 Clement Ader applicò per la prima volta una fasciatura di gomma piena alle ruote di un "biciclo" nemmeno dieci anni dopo tutti i bicicli adottavano questa soluzione.
Fu un'altro scozzese che nel 1888 inventò per la seconda volta il pneumatico, era il veterinario John Boyd Dunlop [1840 - 1920]. Pare che l'invenzione si debba alla volontà di trovare una soluzione più confortevole per il triciclo del figlioletto di dieci anni, così il veterinario pensò ad una gomma vuota riempita d'aria rivestendo il tutto con altri fogli di gomma. Nello stesso anno Dunlop brevettò il primo pneumatico per bicicletta. Un anno dopo in una gara ciclistica un corridore adottò la soluzione dello scozzese e si impose su tutti gli altri che usavano gomme piene. Era fatta, il pneumatico aveva trovato la sua strada per il successo.
Purtroppo per John Boyd Dunlop, nel 1890 l'Ufficio Brevetti londinese si accorse del brevetto di Thomson di oltre cinquant'anni prima e, nonostante si sia ritenuto che il veterinario abbia agito in buona fede, venne invalidato il suo brevetto e aprendo, di fatto, le porte a chiunque avesse voluto buttarsi nel business nascente (il brevetto di Thomson era oramai scaduto).
Continua nella seconda parte
07:00 Scritto da: benfadi in Cultura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: storia, dunlop, thomson, goodyear, ader, seiberlin, vulcanizzazione | OKNOtizie |
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22/04/2008
Richiesta di 31 anni di condanna per Goodyear
Un totale di trentuno anni per nove imputati, questa è la richiesta del PM Gregorio Capasso al termine della requisitoria tenutasi a Latina per il processo relativo alle morti e malattie sospette degli ex lavoratori dello stabilimento di Cisterna Latina.
Nello stabilimento innaugurato nel 1964 e chiuso definitivamente a marzo del 2001 col conseguente licenziamento di oltre 500 dipendenti, pare che fossero disattese le principali normative di sicurezza, si parte dalle coperture di amianto fino alla continua esposizione dei lavoratori a sostanze tossiche e nocive quali nerofumo, solventi, ammine aromatiche, zolfo, talco, vernici, vapori di gomma calda e eptano industriale.
La vertenza che prende in causa per il momento 34 decessi non di facile interpretazione in quanto non è facile dimostrare un nesso di causa tra le morti e le responsabilità di Goodyear. Altri 40 casi sono all'esame della magistratura, se poi sommiamo i casi di malattie senza decorso fatale, enti e associazioni, sale a un totale di 100 il numero di parti civili. Le malattie che in molti casi hanno portato a decessi sono mielomi, neoplasie polmonari, tumori al pancreas, alla vescica, al tratto intestinale e alla laringe.
Ad aggravare la posizione di Goodyear ci sono i casi del 1978 quando lo stabilimento è posto sotto sequestro perché vi è una notevole dispersione di polveri non inerti (nerofumo), successivamente il sequestro viene revocato dopo che vi è stato un risanamento ambientale. Successivamente nel 1981 vi è un’ispezione del Ministero del Lavoro e viene ordinato alla Goodyear di installare un impianto a ciclo chiuso per la pesatura delle polveri, posizionare una cabina chiusa per gli operatori, l'obbligo di tuta e maschera per gli addetti al nerofumo e metodi più adatti per le pulizie. Nel 1993 l’Unità Sanitaria Locale diffida l’azienda perché l’impianto di ventilazione è insufficiente ed è promossa un’azione penale che alla fine porterà ad una condanna perché non erano state osservate tutte le norme che regolano lo smaltimento ed aspirazione di fumi e polveri nocive.
La prossima udienza è stata fissata per il 29 aprile
13:15 Scritto da: benfadi in News | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: goodyear, condanna, cisterna latina, processo | OKNOtizie |
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17/04/2008
L'italiano del gommista
Rileggendo i post del blog, mi sono accorto che qualcuno potrebbe restare disorientato dall'uso degli articoli applicati al sostantivo PNEUMATICO (o al suo plurale).
Il pneumatico o lo pneumatico?
I pneumatici o gli pneumatici?
C'è tanta confusione, in realtà va bene tutto. La forma lo/gli sarebbe più corretta, ma quella il/i "suona" meglio ed è entrata di fatto nell'uso comune, tanto da essere accettata anche dalla Accademia della Crusca.
Quindi usiamo gli articoli che preferiamo senza paura.
13:36 Scritto da: benfadi in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: italiano | OKNOtizie |
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